L'INQUIETA INNOCENZA

 
   

Al Museum of Modern Art di New York

Nella stanza una lavagna
ma sulla lavagna ali
di gesso bianche
e parve che nient'altro volasse
se non quella lavagna così stabile
sulle sue zampe di materia
le ali la distanziavano
 
 
 
 
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dal profondo morto dall'inerte
lago: e non ci fu più niente
che potemmo ricordare e solo
quelle ali avrebbero potuto farlo
se non fosse che solo l'attimo esiste
e la memoria non ha ali,
quelle ali di uccello veloci, ma ferme sul tessuto d'ardesia
non sul limpido lago
non sul più limpido cielo:
non è che non abbiamo voluto
fu così difficile per noi
 
e restò il sogno di un volo
come queste ali impresse
che di nuovo vanno al sogno:
così compatto, intero, come questo
lungo stormo di lavagna;
e solo questo ci appartenne,
un volo destinato a non volare
ma qualcuno ruppe le righe e andò
oltre il dipinto flusso di ali
oltre l'ardesia. Oltre
e non potemmo vederlo
come ora guardo dietro
 
 
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la circoscritta lavagna
dove c'è solo un muro quasi giallo.
Non seppe che queste ali
non erano per il volo.
In ognuno c'è un amore lontano che riaffiora
ma io non voglio volare
da questa lavagna d'ardesia
non voglio sapere oltre questa
lavagna, il mio volo è dipinto.
 
Donna
Quando l'unica cosa
su cui potevo contare
era un temperino, un boccone
di formaggio, un boccale,
mezzo, di vino
e non c'era luce che non fosse anche ombra
quando l'unica cosa
 
 
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che possedevo erano
lacrime e idee,
dagli odori dei fuochi
dalla natura crepitante allora, intorno,
io capivo di essere al mondo
non sul bilico del mondo
ma dentro il suo ombelico:
e le lacrime erano felici
e la felicità non era dolore
e il dolore era sconosciuto o morto
perché se soffrivo di essere sterpo
rinascevo erba e la sofferenza aveva
 
una sua lungimirante trasformazione
io allora credevo di essere
una donna come nessuna
ma come tutto ciò che ci sovrasta
o è preso dalla morte
la morsa si chiuse
nulla da allora mi commosse
e fu tutto più forte;
invece, smemorò ogni silenzio
ogni odore denso di giovinezza
ogni cosa fu cosa
 
 
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e mi sentii come qualunque donna,
perduto il privilegio
un tuono che sostò mi ridusse a silenzio.
Il mio destino era credere, persino al mondo:
così credono i folli.
Per non soffrire, credetti.
Ogni atto di fiducia è vigliaccheria,
sul nulla costruimmo una fede.
Ci sono fedi inutili?
Una sbarra può essere stria,
galoppo, velocità di una coda
che tenta, inquieta. Mare.
 
E una fede, nulla, o l'intenso
veleno della terra che la terra
distingue dal cielo.
 
 
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